Tute in trasferta

Ciao, siamo un gruppo di pantaloni blu per tuta. Siamo stati assegnati ai ragazzi del Rugby Club Latina: l’Under 12, per essere precisi. Lo scorso fine settimana i ragazzi che ci indossano, i nostri portatori, sono andati in trasferta a Parma, insieme ai loro amici di Terracina, e noi con le nostre inseparabili compagne giacche li abbiamo seguiti, con il compito di rappresentare al meglio la divisa del Club. Questo è il racconto di cosa ci è successo.
Abbiamo trascorso molte ore in un tubo metallico semovente, che gli umani chiamano pullman. Teoricamente quella avrebbe dovuto essere la parte più rilassante della nostra missione, stare seduti a riposare finché non saremmo arrivati a Parma. Senonché una forza misteriosa induceva i nostri portatori ad alzarsi continuamente dai sedili, ed ogni volta che si alzavano erano prontamente rimproverati dall’autista o dagli accompagnatori. In questo modo le nostre fibre sintetiche sono state messe a dura prova da un estenuante lavoro di allungamento e accorciamento. Abbiamo fatto i muscoli seguendo il ritmico alzarsi ed abbassarsi delle gambe dei nostri portatori.
Siamo stati in uno stadio molto bello, dove abbiamo visitato uno spogliatoio grandissimo e pronto per un’importante partita di Rugby. Abbiamo avuto un po’ di invidia per i nostri amici pantaloni della tuta delle Zebre, che possono essere riposti con cura in comodi armadietti personalizzati.
Abbiamo sentito le domande che i nostri portatori hanno rivolto a Luca Andreani, un giocatore delle Zebre, ed abbiamo ascoltato con molto interesse le sue risposte. Abbiamo capito che anche per un giocatore professionista la passione è fondamentale per giocare a Rugby, che quando in partita ci sono momenti difficili bisogna cercare di rimanere concentrati sugli obbiettivi e che se un arbitro fischia una decisione per noi sbagliata, non bisogna pensarci troppo ma rivolgere l’attenzione al gioco. Abbiamo compreso che anche un giocatore professionista può lasciarsi andare a qualche marachella, in campo e fuori, ma poi ne deve pagare le conseguenze sotto forma di piccole punizioni che comunque prevedono dei lavoretti utili al club di appartenenza.
Abbiamo assistito, poggiati sui seggiolini di una bellissima tribuna, ad una partita di livello internazionale. Certo, i nostri portatori hanno fatto un po’ di casino, ma che gioia è stata quando, tra il primo ed il secondo tempo, ci hanno fatto entrare in campo a sporcarci un po’ con l’erba dello stadio Lanfranchi e che bello è stato farci marchiare con gli autografi dei giocatori a fine partita.
Durante la notte in ostello deve essere successo qualcosa, perché la mattina ci siamo ritrovati quasi tutti indossati dalle gambe sbagliate. Per fortuna che il coach della squadra è venuto a controllare la stanza dopo che tutti i ragazzi sono usciti, altrimenti molti di noi sarebbero rimasti lì!
Abbiamo sperato che dopo l’allenamento insieme ai ragazzi di Parma i nostri portatori si fossero ricordati di noi, invece niente, ci siamo trovati ancora più confusi di prima. Taglie piccole indossate da gambe lunghe, e viceversa. Abbiamo anche perso di vista le giacche con cui eravamo stati confezionati: da una parte un peccato perdere un buon collega di lavoro, dall’altra un piacere conoscere giacche con cui non avevamo mai lavorato prima. Si dice che sulla chat dei genitori qualcuno stia cercando di risolvere questo intricatissimo puzzle di tute scambiate e spaiate: noi aspettiamo con calma, intanto abbiamo fatto squadra.

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